La scansione 3D dietro il team dei record mondiali: la nuova handbike di Policumbent
Dopo i recenti record mondiali, il team del Politecnico di Torino sviluppa una nuova handbike. La scansione 3D realizzata da 3DZ con Artec Leo ha trasformato la geometria reale dell’atleta Diego Colombari in una base digitale per progettare una soluzione sartoriale ancora più aderente, confortevole e aerodinamica.
13 minuti, 56 secondi e 94 centesimi. È il tempo con cui Diego Colombari, a bordo della handbike Cerberus progettata dal Team Policumbent del Politecnico di Torino, ha completato 10 chilometri stabilendo nel 2026 un nuovo Record del Mondo nella categoria “Men’s 10.000 meters standing start, arms only (single rider)” della World Human Powered Vehicle Association.
Un risultato che racconta bene il livello della sfida con cui Policumbent è abituato a confrontarsi. Ma per un team che progetta veicoli a propulsione umana ad alte prestazioni, un record non è necessariamente un punto di arrivo: può diventare il punto da cui partire per il progetto successivo. Oggi Policumbent sta infatti sviluppando una nuova handbike, sempre progettata attorno a Diego Colombari.
Ed è in questo nuovo capitolo che entra in gioco la collaborazione con 3DZ e la scansione 3D realizzata con Artec Leo: trasformare la geometria reale dell’atleta in un modello digitale da portare direttamente nel workflow CAD, per progettare con maggiore controllo aerodinamica, ingombri e libertà di movimento e realizzare una handbike realmente sartoriale.
Il team dei record: Policumbent e l'atleta Diego Colombari
Policumbent è un Team Studentesco del Politecnico di Torino nato con l’obiettivo di sviluppare veicoli a propulsione umana tra i più veloci al mondo. Il team unisce competenze di progettazione meccanica, aerodinamica, produzione e test sul campo, portando la ricerca universitaria in un contesto applicativo estremamente sfidante.
Tra i risultati più prestigiosi spiccano il record mondiale di velocità, con 83,28 km/h, e il record dell’ora, con 34,90 km percorsi in 60 minuti, ottenuti con il prototipo handtrike Cerberus, spinto esclusivamente dalla forza delle braccia di Diego Colombari, oro paralimpico a Tokyo 2020. Nella categoria a propulsione a gambe, il Team ha superato i 136 km/h e i 123 km/h, rispettivamente nelle categorie maschile e femminile. A questi traguardi si è aggiunto il recente record mondiale sui 10.000 metri.
Un patrimonio di esperienza che Policumbent sta portando oggi nello sviluppo della nuova handbike. E ancora una volta uno dei nodi progettuali che, alle alte prestazioni, può fare la differenza, è il rapporto tra il corpo dell’atleta e la geometria del veicolo.
La sfida: far scomparire lo spazio che non serve
In un progetto dove ogni watt conta, l’aerodinamica è un fattore decisivo. La sfida principale per Policumbent era progettare una carena il più possibile aderente al corpo dell’atleta, riducendo l’area frontale e gli ingombri, senza però limitare i movimenti necessari alla spinta.
Il workflow iniziale si basava su un approccio ibrido: misurazioni manuali dell’atleta, creazione di un manichino digitale semplificato e successivi test fisici con sezioni in polistirolo a grandezza naturale.
Questo metodo permetteva una prima validazione, ma presentava tre limiti principali:
• precisione limitata del modello digitale, che restava una rappresentazione semplificata dell’atleta;
• margini di sicurezza ampi, necessari per evitare interferenze tra corpo e carena, ma potenzialmente penalizzanti per l’efficienza aerodinamica;
• iterazioni fisiche lunghe, legate alla realizzazione di sezioni di prova, alla disponibilità dell’atleta e a modifiche CAD basate anche su feedback soggettivi.
Il vero limite era quindi a monte: per progettare con maggiore precisione, Policumbent aveva bisogno di conoscere con maggiore precisione il proprio “vincolo” più importante, cioè l’atleta stesso.
La soluzione: scansione 3D per progettare attorno a Diego, non a un atleta tipo
È qui che entra in gioco la collaborazione con 3DZ. L’obiettivo non era semplicemente effettuare una scansione 3D, ma portare nel CAD una rappresentazione digitale fedele del corpo di Diego Colombari nelle diverse configurazioni utili alla progettazione.
La scansione è stata eseguita utilizzando Artec Leo, scanner 3D portatile wireless progettato per acquisire dati tridimensionali in modo rapido e senza cavi. La possibilità di muoversi liberamente attorno al soggetto ha reso lo scanner adatto a un’applicazione in cui era necessario rilevare la geometria del corpo in una configurazione coerente con la posizione di guida.
In meno di un minuto è stata acquisita una scansione dell’atleta in una determinata posizione di seduta, abbinata a una specifica posizione delle braccia. Ripetendo il processo su 4 posizioni di seduta e 8 posizioni delle braccia, il team ha ottenuto 32 scansioni complete in meno di un’ora.
Rispetto al metodo tradizionale, che richiedeva giornate di lavoro e un processo più lungo per trasferire i dati dal modello reale all’ambiente digitale, la scansione 3D ha permesso di ridurre sensibilmente i tempi di acquisizione, e di lavorare su una base geometrica più precisa.
Con la scansione si è ottenuto un modello 3D dell’atleta utilizzabile come riferimento diretto nel software CAD. In questo modo, Policumbent non ha lavorato su un “atleta tipo”, ma sulle forme reali di Diego Colombari.
Il modello digitale ottenuto dalla scansione ha permesso al team di:
progettare la carena attorno alla geometria effettiva dell’atleta;
verificare gli spazi disponibili tra corpo e scocca;
considerare gli ingombri dinamici di casco, gomiti e calzature;
ridurre il rischio di interferenze durante la spinta;
ottimizzare i volumi interni senza aumentare inutilmente l’area frontale.
In altre parole, la scansione 3D ha trasformato la progettazione della hand bike in un processo più “sartoriale”: non più adattato a posteriori sull’atleta, ma costruito fin dall’inizio attorno alle sue caratteristiche reali.
I vantaggi: meno margini cautelativi, più controllo sul progetto
1
Progettazione realmente su misura
La carena è stata progettata partendo dalle forme reali dell’atleta. Questo ha permesso al team di valutare con maggiore precisione le distanze tra corpo, scocca e componenti interni, riducendo l’approssimazione tipica delle misurazioni manuali.
Il vantaggio non è stato solo geometrico, ma progettuale: avere un modello digitale dell’atleta direttamente nel CAD ha reso possibile disegnare la carena attorno a Diego Colombari, invece di adattare il progetto a un modello semplificato.
2
Più controllo su aerodinamica e ingombri
Con un modello digitale più fedele, Policumbent ha potuto limitare i margini cautelativi necessari per evitare interferenze. In un progetto aerodinamico, questo è un punto chiave: meno volume superfluo significa maggiore controllo sull’area frontale e sulla penetrazione nell’aria.
Allo stesso tempo, la scansione 3D ha aiutato il team a considerare gli ingombri dinamici già in fase CAD, riducendo il rischio di contatti tra atleta e carena durante la spinta.
3
Comfort e workflow più efficiente
Una hand bike progettata attorno alla geometria reale del pilota consente di ridurre il rischio di contatti indesiderati con la scocca. Questo contribuisce al comfort dell’atleta e alla continuità del gesto tecnico durante la prova.
La disponibilità di un modello 3D ha inoltre ridotto la dipendenza da test fisici ripetuti e da modifiche basate esclusivamente su feedback soggettivi. Il team ha potuto lavorare su una base digitale più affidabile, utile per accelerare le valutazioni progettuali e rendere il processo di sviluppo più controllato.
Perché è stato scelto Artec Leo per questa applicazione
In questo caso, il valore della scansione 3D non riguarda solo l’accuratezza del dato, ma anche la praticità operativa.Scansionare una persona in posizione di guida pone esigenze diverse rispetto alla digitalizzazione di un componente fermo su un banco. L’operatore deve potersi muovere attorno al soggetto, completare l’acquisizione rapidamente e verificare mentre lavora che le aree necessarie siano state rilevate.
Artec Leo integra display touch, batteria interna, connettività wireless e processing on-board. Questo consente di visualizzare l’anteprima della scansione in tempo reale e verificare subito eventuali aree mancanti durante l’acquisizione.
Per un’applicazione come quella di Policumbent, questi aspetti sono particolarmente rilevanti perché permettono di acquisire geometrie complesse, come il corpo umano in posizione di utilizzo, mantenendo libertà di movimento durante la scansione. Le caratteristiche tecniche dello scanner, tra cui ricostruzione 3D fino a 60 FPS, risoluzione 3D fino a 0,2 mm e accuratezza del punto 3D fino a 0,1 mm, lo rendono adatto alla digitalizzazione di soggetti e oggetti di medie e grandi dimensioni in tempi rapidi. Inoltre, grazie alle tecnologie brevettate di Artec 3D, è possibile scansionare senza alcuna preparazione dell’ambiente e senza l’utilizzo di marcatori da apporre sull’oggetto o persona da scansionare. Per queste caratteristiche, Artec Leo è particolarmente adatto ad applicazioni in cui è necessario acquisire geometrie complesse del corpo umano, posture operative e riferimenti dimensionali utili alla progettazione ergonomica.
Per Policumbent, l’utilizzo della scansione ha significato poter acquisire un riferimento tridimensionale dell’atleta e utilizzarlo come base concreta per ottimizzare il progetto.
Il supporto di 3DZ
La collaborazione tra 3DZ e Policumbent ha supportato il progetto prima nell’acquisizione rapida e precisa della geometria reale degli atleti e successivamente nella realizzazione di alcuni componenti destinati al prototipo.
Con il supporto di Niccolò Rovano, Application Engineer 3DZ, e dello scanner portatile Artec Leo, Policumbent ha potuto integrare nel proprio workflow CAD modelli 3D accurati, utili per progettare attorno alle forme reali di Diego Colombari e valutare con maggiore controllo ergonomia, ingombri e aerodinamica.
Il contributo di 3DZ ha riguardato anche la produzione di componenti in additive manufacturing utilizzati, tra cui la biella del cambio. E’ stata realizzata in Nylon 12 ad alte prestazioni con sistemi di produzione SLS, per avere la massima rigidità e non avere vincoli geometrici. Sono in progetto altri componenti da stampare per rendere ancora più performante il mezzo e aspirare ad altri record del mondo. Scansione 3D e stampa 3D hanno così supportato due fasi complementari del progetto: l’acquisizione del dato reale e la realizzazione di componenti funzionali personalizzati.
Per Policumbent, il valore della collaborazione con 3DZ è stato soprattutto applicativo: poter contare su tecnologie e competenze specialistiche in una fase critica dello sviluppo ha aiutato il team a trasformare un’esigenza progettuale complessa in una soluzione concreta, costruita attorno all’atleta.
“3DZ ci ha affiancato con disponibilità e competenza tecnica, supportandoci prima nelle attività di scansione 3D degli atleti e poi nella realizzazione di alcuni componenti tramite additive manufacturing. Lavorare su modelli reali ci ha permesso di integrare dati più precisi nel nostro workflow di progettazione e di sviluppare soluzioni più aderenti alle esigenze del prototipo.”
Team Policumbent
Politecnico di Torino
“È un onore affiancare un team come Policumbent, che ha già dimostrato con i suoi record mondiali quale livello di prestazione sia in grado di raggiungere. La scansione 3D ci ha permesso di trasformare la geometria reale di Diego in un modello digitale utilizzabile direttamente nel workflow di progettazione. È un esempio molto concreto delle potenzialità di queste tecnologie e del tipo di supporto che vogliamo offrire ai clienti 3DZ: non limitarci a fornire uno scanner 3D, ma aiutarli a capire come integrarlo nel processo per risolvere esigenze progettuali reali.”
Niccolò Rovano
Application Engineer 3DZ
Dal modello digitale a nuovi record
Dopo aver raggiunto tre record mondiali con Diego Colombari, Policumbent sta lavorando al progetto successivo cercando nuovi margini di miglioramento. E questa volta ha scelto di partire da un’informazione ancora più precisa: la geometria reale dell’atleta.
È qui che la scansione 3D assume un ruolo strategico, perché consente al team di affrontare una nuova sfida con una base progettuale diversa: unmodello digitale di Diego dautilizzare direttamente nel CAD per controllare con maggiore precisione gli ingombri, la libertà di movimento e la geometria della futura, carena.
Dallo sport engineering all’industria
La storia di Policumbent mostra il valore della scansione 3D nei progetti in cui una geometria reale deve diventare la base per sviluppare una soluzione personalizzata. Lo stesso approccio può essere applicato in automotive e motorsport, per sedili, cockpit e componenti custom, nel settore medicale e nell’ortopedia tecnica, per ausili e dispositivi ergonomici,in meccanica e manifattura, per reverse engineering, controllo dimensionale e attrezzature su misura e in ambito ricerca, educational e sport engineering, dove la rapidità di acquisizione dei dati può accelerare lo sviluppo di prototipi complessi.
Per aziende, team R&D e realtà che progettano prodotti personalizzati o componenti ad alte prestazioni, questo caso dimostra come la scansione 3D possa ridurre l’incertezza geometrica, velocizzare la fase di acquisizione dati e supportare decisioni progettuali più precise.
Se anche il tuo progetto deve adattarsi a una geometria reale – un componente, un’attrezzatura, un cockpit, un dispositivo ergonomico o un prodotto personalizzato – un esperto 3DZ può aiutarti a partire dall’applicazione e capire quali dati servono, come acquisirli e come integrarli nel processo che utilizzi già.